Frutti Rossi: attenti che non siano radioattivi

Frutti Rossi: ricchi di proprietà benefiche ma se coltivati nel luogo sbagliato possono minare la nostra salute

Ormai in primavera spuntano ovunque i frutti rossi (anche se la stagione è ancora prematura). La maggior parte di quelli che ritroviamo nella grande distribuzione derivano dall’Est Europa così come anche la maggior parte dei funghi presenti sugli scaffali dei supermercati (le confezioni di funghi essiccati non riportano neppure la provenienza del prodotto ma solo l’indicazione dell’azienda che li trasforma o commercializza).

Ma perché è così importante conoscere la provenienza di ciò che mangiamo? Perché ci sono territori diversi e cibi diversi: Ci sono territori molto inquinati e territori meno inquinati, cibi a elevano assorbimento di inquinanti e cibi più “puliti”.

L’Efsaautorità sulla sicurezza alimentare, aggiorna periodicamente l’elenco dei cibi a maggior assorbimento di pesticidi (per i quali è fortemente consigliata la scelta del Bio) e cibi a basso assorbimento. Tra quelli ad elevato assorbimento di pesticidi ritroviamo anche i frutti rossi. Ricordo che nel periodo delle amiche tutte in gravidanza :-) , alcune evitavano per tutta il periodo di gestazione, di mangiare le fragole. Perché? Le loro mamme avevano riferito che questi frutti sono paragonabili a delle spugne che trattengono tutti gli inquinanti e quindi non fanno bene neppure al bambino. Si scopre che le nostre mamme o le nostre nonne già seguivano le indicazioni che oggi ci giungono dalle autorità in materia di sicurezza alimentare.

Ma tutto questo cosa centra con l’Est Europa? Ci sono zone in cui si paga ancora lo scotto di disastri ambientali come Chernobyl e proprio per la grande capacità di assorbimento di questi frutti alcuni trattengono ancora la radioattività di cui quei territori sono ancora invasi. In territori come Fukushima, anch’esso colpito da un’esplosione di una centrale nucleare, i livelli di controllo sul cibo sono diventati molto più elevati e alcuni dei prodotti italiani, che importano e trasformano i frutti rossi provenienti da territori come la Bulgaria, sono stati bloccati all’ingresso. Perché? Perché avevano un livello di radioattività più elevato di quello consentito. Nei territori colpiti da questo tipo di problematica molti cibi non sono più consentiti e quindi? Questi prodotti vengono esportati all’estero e arrivano anche in Italia perché l’Europa ha una regolamentazione meno rigido. Questo non appare sulle etichette e l’unico modo che noi consumatori abbiamo per tutelarci è evitare alcune provenienze. Consideriamo che per i frutti freschi capire la provenienza è più facile dato che è obbligatorio per i negozi di ortofrutta esporre la provenienza dei prodotti. Per i prodotti confezionati come marmellate, composte, conserve varie, questa obbligatorietà non c’è e quindi risulta più difficile scegliere. Alcune aziende, soprattutto se aziende agricole che trasformano direttamente la propria frutta, inseriscono in etichetta la dicitura “100% frutta italiana”. Questo garantisce la provenienza del prodotto. Nel Biologico, invece, sotto la fogliolina verde che simboleggia proprio l’origine biologica del prodotto, è indicata la provenienza (UE O NON UE). Questa potrebbe essere una prima indicazione. Chiaramente solo prediligendo prodotti trasformati direttamente dalle aziende agricole è possibile avere l’indicazione precisa della provenienza della frutta. In ogni caso è sempre meglio prediligere chi sceglie di indicare il luogo di coltivazione della materia prima.

La buona notizia è che rapporto Efsa sui pesticidi negli alimenti risulta che i prodotti Italiani sono i più controllati e quindi sicuri di Europa.

Per maggiori informazioni sui prodotti a maggiore rischio è possibile consultare anche il sito di Ewg  organizzazione americana non-profit specializzata in ricerca sulla tossicità delle sostanze.

Monica D'Imperio
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