Giornata Internazionale di Lotta Contadina

Oggi celebriamo la Giornata Internazionale di Lotta Contadina. Ma cos’è? Si tratta di un’iniziativa indetta dal movimento de La Via Campesina in difesa dei piccoli contadini e allevatori di tutto il mondo per contribuire alla realizzazione di un modello agricolo e alimentare basato sui principi della Sovranità Alimentare. Tale iniziativa è stata sostenuta negli anni anche dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica. Cogliamo l’occasione di questo 17 Aprile per riflettere su ciò che sta accadendo in Italia e nel modo in relazione a queste tematiche e ci accorgiamo che, accanto alle multinazionali che cercano di rendere sempre più indisponibili le sementi, più speculativi i prezzi delle materie prime a scapito degli agricoltori, più produttiva la terra a scapito dell’ecosistema, più industriali i prodotti alimentari a scapito della salute troviamo un movimento di donne agricoltori che con il lavoro quotidiano cerca di invertire la rotta.

Oggi in Italia, infatti, si sta assistendo ad un fenomeno interessante: le Donne diventano imprenditrici agricole non solo alla guida delle aziende familiari ma anche come imprenditrici agricole di prima generazione. Tante di loro scelgono di condividere questa passione creando delle associazioni come, ad esempio, Donne in campo –  Associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura – nata nel 1999. Oggi, si stima che nel 2020 alla guida di più del 40% delle aziende agricole ci saranno le donne (http://www.donneincampo.it/). Ma perché tutto questo è interessante? Perché ci permette di rilevare un’inversione di rotta: queste sono donne laureate, che hanno scelto la terra come realizzazione personale e professionale, che hanno a cuore l’ambiente scegliendo la pratica dell’agricoltura Biologica, dell’uso delle energie rinnovabili e dell’introduzione di nuove tecnologie. Spesso queste aziende sono dei luoghi aperti da visitare, in cui trascorrere qualche giorno di incontro con la natura. Alcuni diventano delle fattorie didattiche o degli Agriasilo o Agrinido. Un mondo in movimento che cancella con un colto di spugna le incertezze e ci fa pensare che un futuro è ancora possibile.

Buona Giornata Internazionale di Lotta Contadina a tutti!

Libera Terra: Bio batte mafia

Libera Terra: aziende agricole Bio sulle terre confiscate alla mafia

Ciò che rende ancor più affascinante il mondo del biologico, oltre all’elevata qualità del cibo che ne deriva, sono le storie dei produttori che con estrema difficoltà scelgono di lavorare quotidianamente in vista di un obiettivo alto. Tanti dei produttori che in questi anni abbiamo incontrato sono persone che hanno deciso di stravolgere la propria vita magari a causa di un evento improvviso o del desiderio di avvicinarsi alla natura, di vivere in armonia con la terra, di perseguire il fine del bene comune. Ognuno di loro ha scelto e ha deciso di intraprendere il percorso in salita verso la realizzazione del proprio progetto. Tanti ci hanno raccontato delle difficoltà e dei momenti in cui pensavano di non farcela. Tra le esperienze più forti ritroviamo quelle delle cooperative di Libera Terra, associazione Italiana che lavora costantemente alla valorizzazione di territori interessati dalle mafie partendo dal recupero sociale e produttivo dei luoghi confiscati. Sono tante le cooperative e le aziende agricole sorte su questo valore e tante realizzano anche inserimenti lavorativi di persone interessate da difficoltà specifiche. Quanti benefici apportano alla nostra società realtà produttive di questo tipo? Prodotti agricoli di eccellenza, nuova vita per luoghi di morte, inserimenti lavorativi di persone in condizione di difficoltà, sensibilizzazione sulle tematiche di lotta alla mafia e uscita dall’emarginazione di territori fortemente colpiti. Queste sono realtà che ogni giorno ci parlano di un’economia diversa, che non dimentica l’altro ma lo include conseguendo comunque un profitto. Queste aziende agricole ci ricordano ogni giorno che per rendere una realtà produttiva non è necessario distruggere un territorio, inquinarlo, sfruttarlo.

E’ per tutte queste ragioni che sul nostro sito trovare i Paccheri e le Caserecce Libera terra, entrambe Bio e trafilate al Bronzo.

I Paccheri sono prodotti col miglior grano duro raccolto sui terreni confiscati alla camorra. Sono lavorati secondo la tradizione dei Maestri Pastai di Gragnano. Questa pasta è dedicata a Don Peppe Diana il sacerdote ucciso nella sua chiesa il 19 marzo 1994 a Casal di Principe, per non aver mai chinato la testa contro la violenza e l’arroganza della Camorra.

Per la produzione delle Caserecce Libera Terra recupera la secolare tradizione della produzione di pasta nella città di Corleone, valorizzando l’esperienza dei maestri pastai della Cooperativa Rinascita Corleonese.
La pregiata semola, dopo essere stata impastata, viene trafilata al bronzo ed essiccata lentamente in celle statiche, preservando le straordinarie caratteristiche organolettiche delle migliori selezioni di grano duro.

Seguendo il link trovate la ricetta dei Paccheri Libera Terra ripieni di crema di Baccalà su letto ci fonduta di Parmigiano Reggiano. Potrebbe essere un’idea per il vostro pranzo di Pasqua.

Un’idea BUONA IN TUTTI I SENSI!

Risotto ai funghi Champignon

Risotto ai funghi Champignon versione vegan con funghi essiccati e polvere di fungo

Spesso mi capita di sentire che i funghi champignon sono privi di sapore e che richiedono l’aggiunta di burro, panna o formaggio per ottenere un piatto gustoso. Sicuramente questi risultano meno preziosi e saporiti di altri funghi come ad esempio i porcini o i cardoncelli pugliesi ma, se essiccati, acquistano profumo e sapore. Tutti gli amici che hanno deciso di provarli hanno confermato l’acquisto perché soddisfatti del risultato. Così saporiti per la preparazione dei risotti che permettono di evitare anche la mantecatura con burro e formaggio. Vi proponiamo una versione vegan del risotto che a noi piace molto.

Ricetta Risotto ai funghi Champignon

Ingredienti per 4 persone

  • 360 gr di riso vialone nano
  • 30 gr di Champignon essiccati a fette
  • 1 cipolla dorata
  • buccia grattuggiata di 1/4 di limone bio
  • polvere di fungo, sale e pepe q.b.

Per il Brodo vegetale

  • 2 l di acqua
  • 1 carota
  • 1 patate
  • 1 costa di sedano
  • 2 pomodori ciliegina
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo

Preparazione

Inserire le verdure appositamente pulite e lavate in 2 litri di acqua. Intanto che cuoce il brodo mettere a bagno i funghi in 500 ml di acqua per 15 minuti. Sbucciare una cipolla e tagliarla finemente. Inserirla in una casseruola e farla appassire con due mestoli di brodo per 10 minuti. Aggiungere i funghi e il riso. Far tostare per 2-3 minuti e aggiungere il brodo un pò per volta sino a completa cottura del riso. Chi volesse rinfrescare la ricetta potrebbe aggiungerci una grattugiata di buccia di limone bio. Spolverare con pepe nero e insaporire con olio extravergine di oliva. Accompagnare il piatto con una piccola ciotola contenente due cucchiaini di polvere di champignon essiccati. Arricchirà la presentazione, renderà il piatto più saporito  e eviterà l’aggiunta del formaggio!

Nel nostro sito, per la preparazione della ricett,a trovare il riso vialone nano bianco, i funghi Champignon essiccati a fette, la polvere di funghi Champignon. Tutto chiaramente Bio e Made in Italy.

SPAGHETTI AL TARASSACO

Spaghetti al Tarassaco: gusto di primavera!

Gli Spaghetti al Tarassaco è un piatto primaverile per eccellenza. Se dovessi pensare ad uno dei colori che mi ricorda di più la primavera, oltre all’azzurro del cielo e al verde delle foglie che ogni giorno arricchiscono i rami ancora spogli dell’inverno, penserei al giallo del Tarassaco. Tutti i prati, i parchi, le campagne italiane sono ricche di questo fiore giallo che in realtà ci ricorda l’abbondanza spontanea della natura. Questo fiore appartiene alla pianta del Tarassaco che rappresenta per noi una ricchezza in quanto commestibile. Il tarassaco ha delle grandi proprietà depurative e disintossicanti soprattutto per il nostro fegato e ci aiuta a lasciarci alle spalle il freddo inverno e a prepararci all’arrivo della temperatura più calda. E’ sufficiente allontanarsi dalla città per poter passare una giornata all’aria aperta e magari approfittare per raccogliere questa verdura spontanea. Le possibilità di utilizzo sono varie: possiamo preparare dell’insalata tritando le foglie di tarassaco molte piccole e unindole a cubetti di mela. Il tutto condito con sale, olio extravergine di oliva e aceto balsamico di Modena. In alternativa vi proponiamo una salsa per condire gli spaghetti che permetterà di condividere questa ricchezza anche con i non amanti del gusto amaro.

Ecco la ricetta degli Spaghetti al Tarassaco

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400 gr di Spaghetti di semola di grano duro Bio
  • 1 kg di Tarassaco
  • 1 cipolla
  • 100 ml di crema di noci
  • sale, pepe q.b.

Procedimento

Pulire il tarassaco eliminando i fiori e la radice e mantenendo solo le foglie. Lavare in abbondante acqua. Tagliare finemente la cipolla e farla appassire con un mestolo di acqua coprendo con coperchio. Aggiungere il tarassaco e far cuocere con coperchio per 10 minuti. Intanto preparare la crema di noci (per la ricetta clicca qui)

Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata e due minuti prima della cottura far saltare gli spaghetti con il tarassaco e la cipolla. Aggiungere la crema di noci, l’olio extravergine di oliva, il pepe e servire subito.

Se non gradite il gusto un po’ amaro delle verdure potete scottare il tarassaco nell’acqua di cottura degli spaghetti prima di metterlo in padella. Così risulterà un pò più dolce.

sale aromatizzato: come prepararlo a casa

Come preparare il sale aromatizzato in casa?

Il sale aromatizzato potrebbe essere un’idea originale per arricchire le nostre tavole.

Della serie meno prodotti industriali ingeriamo e meglio è, cerchiamo di prepararlo a casa in modo da essere sicuri degli ingredienti. Questa è una possibilità di preparare qualcosa di semplice, originale e potenzialmente anche una valida idea regalo. Immaginate il figurone che faremmo se a tavola i nostri ospiti potessero scegliere tra 3 o 4 tipologie di sale? Magari il tutto condito con una presentazione interessante magari con piccoli vasetti in vetro o piccole ciotole a forma di cucchiaio. Interessante risulta anche la duplice funzione del sale e degli aromi: il sale viene reso profumato dagli agrumi o dalle erbe e queste ultime si conservano grazie alle proprietà del sale. Connubio perfetto!

Vi presentiamo tre idee che possono aiutarvi nella preparazione domestica ma, dopo aver appreso la tecnica, potrete sbizzarrire la vostra fantasia.

 

Sale aromatizzato al limone e timo

Ingredienti

  • 2-3 cucchiai abbondanti di sale grosso integrale
  • 1 limone biologico non trattato
  • 1 cucchiaino di timo Bio

Preparazione

Lavare il limone, asciugarlo e prelevare la scorza aiutandosi con un pelapatate. Cerchiamo di tagliare la scorza molto sottile per evitare che rimanga la parte bianca che potrebbe dare un retrogusto più amaro.

Riporre nel robot da cucina il sale, la scorza di limone e il cucchiaino di timo.

Tritare il tutto sino fino ad ottenere un composto di granelli della grandezza del sale fino.

Riporre il tutto in un essiccatore a 40° per 2 ore oppure in forno 50° per 30 minuti.

Lasciare raffreddare.

Adesso non ci rimane che riempire i nostri vasetti!

Utilizzo

Noi lo utilizziamo per aromatizzare il risotto ai funghi Champignon ma è perfetto anche per la preparazione del pesce (per chi lo mangia :-) ).

 

Sale aromatizzato al rosmarino

Ingredienti

  • 2-3 cucchiai abbondanti di sale grosso integrale
  • 1 cucchiaio di rosmarino Bio oppure 2 rametti

Preparazione

Come per il Sale aromatizzato al limone e timo.

Utilizzo

Perfetto per le Patate o in aggiunta alla zuppa di ceci!

 

Sale alle erbe aromatiche (per maggiori dettagli sui benefici clicca il link)

 Ingredienti

  • 200 gr di sale grosso integrale
  • 1 cucchiaio di rosmarino Bio
  • 1 cucchiaio di basilico Bio
  • 1 cucchiaio di erba cipollina Bio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo Bio
  • 1 cucchiaio di salvia Bio
  • 1 spicchi di aglio (facoltativo) Bio
  • 1 cucchiaio di timo Bio

Preparazione

Come per il Sale aromatizzato al limone e timo.

Utilizzo

Preparazione di polpette o hamburger vegetariani. Preparazione di carne (per chi la mangia :-) ).

 

Fateci sapere com’è andata!

Dieta e cancro: quale relazione con carni rosse

Dieta e cancro: carni rosse conservate e tumore del tubo digerente

Dieta e cancro sembra ormai una relazione accertata eppure, allo stesso tempo, sembra che la pizza preferita dai bambini sia ancora con patatine fritte e wurstel. Ormai ovunque sono previsti menu bimbo composti proprio da alimenti come hamburger, wurstel, prosciutto cotto, etc  e magari accompagnati da una bibita gasata e zuccherata. Il prezzo chiaramente è accessibile a tutti! Ma questo è davvero un menu bimbi o semplicemente un modo per tenerli a tavola tranquilli? E inoltre siamo proprio sicuri che questo sia il loro pasto preferito o siamo noi che ci siamo convinti di questo proponendolo a loro e rendendo poi il tutto un’abitudine? A questi interrogativi non può esserci una risposta certa e univoca ma ciò che sappiamo è che L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha inserito le carni rosse e lavorate fra le sostanze che possono causare il cancro. Già nel 2015, infatti, è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology il risultato di un attento esame realizzato su oltre 800 studi epidemiologici di tutto il mondo aventi ad oggetto l’associazione fra carni rosse e insorgenza di cancro. In seguito a tale esame gli esperti hanno classificato come cancerogeni certi le carni rosse lavorate. La pubblicazione recita: “sulla base di sufficienti evidenze legano al tumore del colon le carni rosse lavorate ovvero quelle salate, essiccate, fermentate, affumicate, trattate con conservanti per migliorarne il sapore o la conservazione. Inoltre un legame è stato individuato anche con il tumore allo stomaco”.

E cosa succede se invece la carne rossa non è conservata ma fresca? Alimenti come la carne di maiale, la carne di cavallo, la carne di manzo e così via sono stati inseriti dalla stessa organizzazione nella classificazione dei probabili cancerogeni. La pubblicazione, infatti, riferisce che  “i numerosi e rilevanti dati dimostrano un’associazione positiva fra carni rosse e soprattutto cancro al colon, ma anche tumori di pancreas e prostata”.

Questi dati evidenziano quindi una certa relazione tra Dieta e Cancro.

Abbiamo provato a capire cosa ne pensa a tal proposito l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (Airc) e anche sul loro sito si legge “gli studi su salumi e insaccati hanno una qualità e un’ampiezza tale da farci dire con sicurezza che i salumi possono aumentare il rischio di ammalarsi, mentre che gli studi sulle carni rosse sono statisticamente meno forti e quindi ci permettono solo di dire che probabilmente l’associazione esiste”.

E se ne mangio meno? La stessa AIRC scrive che “Un consumo modesto di carni rosse non aumenta in modo sostanziale il rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto in individui a basso rischio di partenza, ma è comunque associato a un maggior rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari.” Quindi ci sembra di capire che un consumo modesto ci lascia incerti sul cancro ma sicuramente più esposti a altre patologie gravi come il diabete e le malattie cardiovascolari.

La Dott.ssa Villarini, Biologa e specialista in scienza dell’alimentazione e autrice di “Prevenire i tumori mangiando con gusto” – libro consigliato da IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – già nel 2009 scriveva “una delle conoscenze più consolidate su dieta e cancro è la relazione fra il consumo di carni rosse e conservate (salumi, wurstel, hamburger e simili) e tumori del tubo digerente”.

A questo punto credo che l’interrogativo sia d’obbligo: “Come mai anche nelle strutture ospedaliere e nei reparti oncologici somministrano ancora questo tipo di alimenti?” Assistendo ad un’intervista fatta qualche anno fa al Dott. Franco Berrino – Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva, Istituto Nazionale Tumori di Milano – nella quale fu posto lo stesso interrogativo lui rispose “Diffidate del cibo dell’ospedale”.

E noi? Noi possiamo scegliere ogni giorno di cosa nutrirci sulla base di questi dati.

E per i più piccoli bisogna considerare che già dai 3 anni si gettano le basi per la salute da adulto, per il funzionamento del metabolismo e per lo sviluppo del sistema immunitario.

Banana Bread con farina di miglio

Banana Bread con o senza?

Chi ha fatto la scelta di curarsi della propria alimentazione sa perfettamente che il primo passo è quello di identificare gli alimenti pro. Il secondo è quello di ricercare delle ricette che possano fare al proprio caso. Questo è un passaggio necessario perchè dobbiamo apprendere un nuovo modo di cucinare. Inoltre, seguire – almeno all’inizio –  ricette già sperimentate da altri ci permette di avere una guida e anche una probabilità di successo più alta che quindi ci spingerà a continuare lungo questo percorso. Se ci facciamo caso, però, uno dei modi più utilizzati per cercare le ricette giuste è accompagnare il nome della ricetta seguito dalla parola “SENZA”. Crema “SENZA” uova, “SENZA” latte, “SENZA” glutine e così via. Già il nostro modo di ricerca ci fa pensare a una rinuncia. In realtà sarebbe bello riuscire a cercare delle ricette con un’accezione positiva: Banana Bread con farina di miglio, Crema con latte alle mandorle e così via. La nostra non è una rinuncia ma una scelta consapevole! :-)

Per questo oggi vi proponiamo la ricetta del Banana Bread con farina di miglio. Provatela!

Ingredienti

Procedimento

Mescolare la farina di miglio con la farina di riso e lo zucchero di canna.  Schiacciare due banane mature e aggiungerle alla farina. Impastare il tutto. Mescolare il latte di mandorle precedentemente preparato con l’olio di semi di girasole e aggiungere il tutto al composto. Mescolare. Lavorare l’impasto ottenuto con un frullino (con fruste da impasto) o con un robot da cucina per 12 minuti. L’impasto deve risultare cremoso e omogeneo. Sgusciare la frutta secca e tritarla al coltello. Aggiungere all’impasto 2/3 della granella ottenuta e i semi di chia. Versare l’impasto in una teglia precedentemente oliata. Cospargere il tutto con la granella di frutta a guscio rimasta e infornate per 25/30 minuti a 180°.

Per colazione o merenda, accompagnato al nostro succo di mela Bio, questo Banana Bread è una vera delizia!

Nel nostro sito potete trovare le mandorle di Sicilia, la farina di miglio macinata a pietra, l’olio di semi di girasole spemuto a freddo e il succo di mele per accopagnare il nostro Banana Bread. Chiaramente tutto Bio e rigorosamente Made in Italy!

Parabeni negli alimenti. Quali i rischi?

Cosa sono i Parabeni? Quale effetto hanno sul nostro organismo? Lo sapevate che i Parabeni sono presenti anche negli alimenti?

Negli ultimi anni è stato forte l’effetto mediatico contro l’uso dei parabeni e sugli effetti negativi che questi hanno sul nostro corpo. Solitamente, però, abbiamo sempre trovato queste sostanze associate ai prodotti cosmetici o per la detersione del nostro corpo tanto che sono varie le aziende che hanno iniziato a produrre prodotti Paraben Free. Ma lo sapevate che queste sostanze sono presenti anche nei nostri alimenti?

Proviamo insieme a capire cosa sono, dove sono e come evitarli.

I Parabeni fanno parte della famiglia degli interferenti endocrini. Questi sono sostanze chimiche che, imitando gli ormoni naturali, modificano il sistema endocrino di uomini e animali. Il sistema endocrino è quello preposto al coordinamento dell’attività ormonale ed é fondamentale per regolare processi vitali come il tasso della glicemia, la pressione sanguigna, lo sviluppo embrionale e così via. Queste sostanze sono ormai purtroppo ovunque: nelle padelle antiaderenti, nei giocattoli dei bambini per renderli più morbidi,  in prodotti per la cosmesi e la detersione del corpo come creme, shampoo, deodoranti, etc perché fungono da antifungini e conservanti. Sono proprio queste due funzioni che fanno si che tali sostanze così impattanti per il nostro organismo siano presenti anche nel cibo di cui ci nutriamo. I parabeni più presenti nei nostri alimenti sono:

Il metilparabene (E218 e il suo sale sodico E219) utilizzato per prodotti alimentari, shampoo, saponi e cosmetici;

Il Propilparabene (E216) utilizzati per prodotti alimentari, cosmesi e farmaci;

L’Etilparabene (E214) utilizzato nei prodotti alimentari.

Avendo la funzione di ritardare la decomposizione dei prodotti, tali sostanze sono largamente utilizzati nei prodotti a lunga conservazione come marmellate, carne in scatola, pesce, bibite e tanto altro. Tra i vari effetti negativi riscontrabili per il nostro organismo ritroviamo l’infertilità femminile e il tumore al seno.

Alcuni a questo punto si chiederanno come mai queste sostanze tossiche sono ancora utilizzate e non vietate. In realtà tali sostanze sono autorizzate imponendo alle aziende produttrici un limite massimo per prodotto. Il limite soglia é imposto dal livello di tossicità sopportabile per il nostro organismo ed è determinato attraverso esperimenti di laboratorio. La questione é che ció che accade fuori dal laboratorio é un pó più complesso: come gestire l’accumulo di sostanze? con quante sostanze tossiche entriamo in contatto per inalazione, ingestione, assorbimento della pelle? questo non é possibile determinarlo in maniera generale. Ognuno di noi ha abitudini quotidiane diverse e sostanze diverse con cui entra in contatto. Ed ecco che si fa presto a superare il limite soglia e quindi a sottoporre il nostro organismo a livelli di tossicità insostenibile.

Come evitarli? Adesso che li conoscete basta leggere le etichette e evitare tutti quei prodotti che li contengono!

Buona ricerca a tutti!

Super Detox: piccoli consigli quotidiani

Super Detox: come liberarsi da ciò che è tossico o nocivo.

Ero in libreria e mi è capitato sotto gli occhi questo libro. Non ho resistito alla tentazione di iniziare a leggerlo e così ho passato la mia serata di venerdì intenta in questa lettura. Chi scrive è un Chirurgo pediatrico, il Dott. Patrice Halami segretario generale dell’Associazione francese Asef che conta 2.500 medici impegnati nella prevenzione e nell’educazione in materia di salute ambientale. Tanti increduli del potere dell’alimentazione per la nostra salute giustificano l’incredulità col fatto che non ci sono studi scentifici che sostengono queste tesi e che i medici spesso sono assolutamente scettici sulle potenzialità che il cibo ha per la salute del nostro corpo. Fortunatamente iniziano ad esserci libri scritti da Medici che a causa della loro esperienza professionale non possono che sostenere queste tesi. Non possono non vedere. Il Dott. Halami inizia interrogandosi sul perchè prima degli anni duemila nelle scuole c’era un bambino asmatico per classe mentre oggi ne registriamo uno per fila. Lui scrive: “Non è sufficiente prescrivere un broncodilatatore ad un bambino asmatico ignorando le cause della sua malattia. Non si risolve granché, se i fattori di rischio permangono. Per me un medico non è tecnico della salute. La medicina è un’arte, e include anche la prevenzione … Al di là delle cure immediate la mia missione consiste anche nell’impedire la costruzione di un asilo nido nei pressi di un grosso snodo viario, o nel sensibilizzare sindaci a utilizzare prodotti bio nelle mense scolastiche.”

Super Detox è un libro attraverso il quale chi scrive cerca di fornire le indicazioni pratiche da seguire quotidianamente per poter ridurre l’esposizione alle sostanze tossiche che ormai caratterizza la nostra vita. Questo viene fatto analizzando le 24 ore della nostra giornata e le azioni che ripetutamente compiamo. Tutto senza ossessione, consapevole che ci sono cose dalle quali oggi è quasi impossibile prescindere.

Immaginate che nel 2012 il prof. Charles Sultan, endocrinologo pediatrico, ha condotto due anni di indagine in una regione del Brasile fortemente colpita dalle malformazioni genitali nei bambini piccoli e ha scoperto che il 92% dei bambini che presentavano una malformazione aveva subito un’esposizione a insetticidi durante la gestazione. L’80% delle madri e il 58% dei padri coinvolti avevano un’attività lavorativa che prevedeva l’utilizzo di pesticidi o di altri interferenti endocrini.

Una lettura assolutamente consigliata.

A presto!

 

Hummus di Ceci: tutti i segreti e i benefici

Avete spesso sentito parlare dell’ Hummus di Ceci e volete saperne di più? Ecco tutti i segreti e i benefici di questo splendido piatto.

Questa è una crema a base di ceci molto tipica del mediterraneo. Ha un sapore molto speziato e si accompagna benissimo ad hamburger vegetali, polpette ma anche semplicemente come crema spalmabile su pane e crostini.

Questa crema molto versatile può rappresentare una giusta alternativa per chi cerca per se o per i propri ospiti qualcosa di sano e originale. Allo stesso tempo rappresenta un modo per inserire nel nostro copro tanti nutrienti importanti semplicemente mangiando. Le proprietà benefiche di questo piatto derivano dagli ingredienti che lo compongono tra i quali ritroviamo i semi di cumino, il limone, l’aglio i semi di girasole (in alternativa è possibile adoperare anche i semi di sesamo) e così via.

Partiamo dai Ceci. Questi legumi sono un’ottima fonte proteica e svolgono un ruolo molto importante di protezione del cuore, abbassano i livelli di colesterolo cattivo, apportano benefici alla circolazione del sangue e regolano le funzioni del nostro intestino.

Il Cumino, invece, ha grandi proprietà digestive ed è ricco di sostanze antiossidanti.

Anche il limone ha moltissime proprietà benefiche per il nostro organismo dato che combatte i radicali liberi, mantiene in salute i vasi sanguigni ma anche denti e gengive.

L’Aglio, invece, è un Antibatterico naturale, contribuisce alla riduzione della pressione e del colesterolo e, a dosi elevate, è stato dimostrato che questo alimento è capace di ridurre la tossicità causata dai metalli pesanti.

E adesso che abbiamo conosciuto meglio l’ Hummus di Ceci proviamo a prepararlo!

Ingredienti

  • 200 gr di ceci
  • 2 cucchiai di salsa tahin (noi abbiamo utilizzato quella di semi di girasole).
  • 1 limone spremuto
  • 5 cucchiai di olio
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 1 cucchiaino di cumino
  • sale, prezzemolo e pepe nero q.b.

Preparazione

Mettere a bagno i ceci 12 ore prima della preparazione.

Lavare i ceci e cuocerli per 90 minuti in abbondante acqua salata. Terminata la cottura scolarli trattenendo l’acqua di cottura che potrebbe servire nella preparazione della crema.

Inserire nel mixer i ceci e far frullare con tutti gli altri ingredienti trattenendo qualche semi di cumino, del prezzemolo tritato e una spolverata di paprika da utilizzare nella presentazione del piatto.  Se la crema dovesse risultare troppo densa aggiungere qualche mestolo di acqua di cottura dei ceci.

Quella dell’ Hummus di Ceci è una ricetta perfetta sia per gli intolleranti al glutine che per chi sceglie un’alimentazione priva di sistanze di origine animale.

Nel nostro sito per la preparazione di questa ricetta sono presenti i Ceci Azienda Faldo del Picchirillo e la crema tahina dell’azienda Torre Colombaia.

A presto e buon venerdì a tutti!

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